un uomo e una donna abbracciati
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Gen

Cronache dal mondo degli abbracci vietati

Condivido l’articolo di Elena Sindoni sulle ansie suscitate dal covid.

Fonte: traveltherapists.it

17 ottobre 2020 | Elina Sindoni

Oggi è il 17 ottobre 2020 e sento il bisogno di scrivere queste parole, perché tirando le fila delle notizie degli ultimi giorni, le cose non si stanno mettendo bene e mi sta tornando un po’ di ansia (non so a voi). Non che questo malessere se ne sia mai andato del tutto, anzi. L’ansia dell’incontrollabile. E pensare che quando ero piccola e a scuola ci avevano parlato dell’influenza spagnola, la vedevo un po’ come la peste bubbonica. Lontana da noi. Lo stesso fino a un anno fa. Chi avrebbe mai pensato ad una pandemia che non fosse quella narrata nei film d’azione complottistici? Con attacchi terroristici e virus che si propagano per mano delle persone?

(Sì, lo so che molti pensano ci sia la mano di qualche governo).

Ma la verità è che noi siamo molto più fragili di così. Queste cose possono capitare, proprio perché siamo in grado di prevederle, ma non di controllarle. Invece pensare che sia colpa di qualcuno che l’ha “sparso in giro”, se ci pensate, crea meno ansia perché significa che la possiamo gestire e dipende da noi. Tuttavia, non è rassicurante vedere medici ed esperti avere opinioni così discordanti.

La pandemia come la Grande Onda di Kanagawa

Comunque, stranamente, sento che mi sia arrivata una sorta di “onda lunga”, avete presente la Grande Onda di Kanagawa di Katsushika Hokusai? Ecco, solo un po’ più alta e meno veloce. La contrapposizione fra natura e fragilità umana. Nel senso che all’inizio – un po’ perché noi di Traveltherapists ci siamo fatte un mese in meno di chiusura – essendo in Giappone; un po’ perché l’estate ci aveva fatto ben sperare, non ho avvertito subito il colpo sul mio umore. Abbiamo vissuto mesi di lockdown, di distanza dai familiari (nel mio caso abitiamo in regioni diverse) e poi ho pensato tanto al contatto fisico, fino a chiedermi da dove prendesse origine, per esempio l’usanza della “stretta di mano”. Nonostante il nostro lavori ruoti attorno al turismo, al circolare liberamente, alla possibilità di conoscere e vedere nuovi scenari, abbiamo cercato di farci forza e non abbiamo mollato.

L’esperienza al Book&Go del TTG 2020

E in qualche modo siamo state premiate anche dal fatto che uno dei nostri libri, La casa di carta – la guida di viaggio, è stato scelto per essere presentato alla sezione Book&Go del TTG Travel Experience 2020 di Rimini il 14 ottobre. Si tratta di una delle maggior fiere dedicate al turismo a livello internazionale e abbiamo parlato di psicologia del viaggio, travel therapy, benessere, crescita personale e Cineturismo. A proposito, abbiamo appena scoperto di essere uscite anche come notizia Ansa per il nostro libro.

Comunque. Pensate che i temi ai quali ruota l’evento di Rimini sono #thinkhuman e #thinkfuture. Già.

Ma quale umanità e quale futuro?

Sapete qual è la cosa che mi è mancata di più dopo mesi in cui non rivedevo i miei familiari e amici? Non poterli abbracciare, stringere, toccare. Poter abbracciare non ha prezzo. Forse è una sciocchezza, ma ho pensato anche a tutte le persone sole che durante il lockdown, non avevano un/una partner da stringere. Poter abbracciare/ essere abbracciati da qualcuno, è una delle più grandi fortune e non ha prezzo. Non si può comprare a differenza del sesso. Mi sento fortunata, essendo in coppia, a poter dare e ricevere abbracci ogni giorno. Ma mi manca terribilmente non poter abbracciare i miei amici. È davvero triste doverli incontrare con una mascherina, rinunciando a tutte le sfumature delle espressioni facciali e avendo paura di far loro del male.

Penso ai bambini a scuola, che devono stare chiusi in classe, anche loro mortificando il loro respiro e la loro vitalità, da un “bavaglio”. MA DOBBIAMO FARLO. Ora più che mai dobbiamo farlo. In un momento in cui ovunque aleggia il rischio di nuove chiusure, coprifuoco, rovina economica, incapacità di controllare e prevedere il futuro e tanta, tantissima stanchezza. Dobbiamo farlo. Proprio ora che ci verrebbe da crollare. Non siamo niente senza sogni. Perciò coltivate dentro di voi i sogni di nuovi progetti e obiettivi da realizzare non appena le cose andranno meglio. Perché, anche se non so quando, succederà. Noi non siamo niente senza sogni.

Come dice Shakespeare nella “Tempesta”:

“Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni e la nostra breve vita è circondata dal sonno”.

Le parole dello psichiatra Vittorino Andreoli sul Coronavirus

Sapete, questo articolo mi è stato ispirato dalle parole di ieri sera (16 ottobre 2020) di Vittorino Andreoli al TG5.

È un professionista che stimo tanto e che a differenza di altri, non aveva ancora detto nulla a livello pubblico sulla situazione. Le sue semplici, ma efficaci parole, le ho trascritte qui sotto, affinché fossero d’ispirazione a tutti in questo momento difficile.

“Osservo dentro di me e vedo attorno a me, aumentare il diffondersi di un senso di inutilità. Come se ciascuno di noi non avesse più significato, fosse un incapace. E da questo deriva l’impotenza in un popolo che è abituato a fare, un Homo Faber e allora, occorre prenderne consapevolezza per mettere un freno. E non bisogna per questo uccidere la speranza – che non è una parola vuota – ma ha un significato medico, perché ha un’azione che aumenta la nostra capacità immunitaria. La nostra volontà di fare. Bisogna dunque non lasciarsi andare alla dis-perazione. E finalmente e allora, facciamo tacere questi “profeti”, che non lasciano spazio nemmeno a questa grande forza su cui dobbiamo contare. Allora cerchiamo di essere uniti, dimostriamo di essere tutti uniti una volta per vincere una grande sfida. Ogni volta che superficialmente noi veniamo contaminati e rompiamo quella che è la serenità di un bambino che rimane chiuse dentro, o di un vecchio che non ha speranza. Perché sembra che quel virus spietatamente lo colpisca. Io sono uno psichiatra, un vecchio psichiatra. Io non vi raccomando grandi strategie. Sorridete che ce la facciamo. Dovete sperare e ad ogni aumento di difficoltà – che ci sarà – sapere che tutto dipende da noi.” 

In bocca al lupo a tutti da Traveltherapists.